Maria Goretti

Il Consiglio Comunale che ha ritirato e rivotato l’ormai famosa delibera sul Bocciodromo ci lascia appiccicate addosso molte domande, poche risposte, almeno una considerazione.
L’assenza dei consiglieri PdL è un atto di alterità o di codardia istituzionale? La compattezza dei consiglieri di maggioranza è dimostrazione di forza e compattezza o della necessità di blindare sfilacciamenti e perplessità? L’ostinata lontananza di alcuni dall’idea che un’istituzione è governata da norme è sano pragmatismo abbiatense o segno di banale arroganza? Il richiamare le responsabilità dei dirigenti amministrativi e la sordità verso i loro interventi è semplice fallo di confusione o il classico gioco allo scaricabarile?
Se la maggioranza che governa Abbiategrasso fosse un predicatore, indurrebbe al peccato anche Maria Goretti. I suoi argomenti raggiungono infatti un risultato diametralmente opposto a quello sperato. Danno l’idea che nulla del provvedimento è discutibile, che la presunta soluzione di maggior favore per la città è un pacchetto non spacchettabile, oltre la ragione ed il buon senso. Si inquietano se gli si ricorda che la New Sport apre uno squarcio sull’associazionismo e l’imprenditoria cattolica, capace di riunire le sue diverse anime. Anche il peccato, la presenza di slot machine, diventa un diritto come l’usucapione, ego te absolvo a peccatis tuis.
La città ha perso un’occasione, il tanto invocato buonsenso è morto. Non lo ammettono perché aprirebbero un vuoto che oggi questa maggioranza non è in grado di colmare. Non credo lo facciano per opportunismo o che il tutto sia riconducibile alla miopia di qualche dirigente. Vogliono continuare a governare e, in questo momento, sono in grado di farlo solo mantenendo i loro precari equilibri. Pensano che l’unica bussola oggi affidabile sia quella delle solite lobbi e di una presunta opinione maggioritaria moderata. Considerano un terzo dell’elettorato un intralcio, non un istanza radicata e non minoritaria.
Hanno gettato alle ortiche un’opportunità.

Carlo Oldani.

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