La tristezza del Sindaco.

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Facebook, Davide Zuini, Venerdì 1 febbraio 2013.

Scrivo questa nota a cuore aperto, a botta calda ed a titolo personale. Giusto per chiarire.
Torno a casa dal lavoro, leggo i giornali e mi ritrovo con una serie di sollecitazioni che mi fanno francamente prudere le mani, nel senso della tastiera del PC, ovviamente, sono assolutamente pacifista e persino pacifico, nel senso delle mani.

Ma andiamo con ordine :

– All’Annunciata una coppia protesta perchè la celebrazione del suo matrimonio avviene in una sala scrostata, umida e con arredi inadeguati. Il tutto alla modica cifra di eurini 500. Strano, questa era un’idea di Finiguerra giudicata balzana e non apportatrice di benefici effetti per il Comune. Ma a Cassinetta ha funzionato, quindi qualcuno ha evidentemente deciso di copiarla ad Abbiategrasso. Il punto è che lo ha fatto male, con conseguente figura di menta e matrimonio rovinato.

– I dipendenti comunali contestano salari, si parla di salario accessorio, inferiori al 2004. Il sindaco sostiene che con i tagli e le risorse che scarseggiano bisogna rinunciare a qualcosa. Opinione che non condivido nemmeno di lontano, ma ognuno ha le sue, lui ha vinto e quindi le sue prevalgono. Fin qui… Quando attacca la litania che per il 2012 la colpa è della precedente amministrazione… va beh diamola per buona. Ma la chiosa finale nella quale dichiara che su tale decisone si è astenuto dall’intervenire anche se in alcuni casi (quali ?) era in disaccordo, si raggiunge l’apoteosi del nonsense politico, la beatificazione della pennica istituzionale. La domanda sorge spontanea : se non siete intervenuti su ciò su cui eravate in disaccordo, cosa eravate lì a fare ? Se io o il giornale abbiamo capito male (lo spero vivamente per il bene di tutti, mi fa paura abbia detto veramente quella cosa) me ne dispiace. Però forse sarebbe opportuno articolare meglio

– Sul bocciodromo il sindaco attacca Finiguerra dicendo che è davvero una tristezza un’opposizione che invece di fare proposte continua a chiedere il legame di parentela tra il sindaco stesso e il gestore. A parte il fatto che di proposte ne sono state fatte a mucchi, se non vi stanno bene e non lo votate è problema vostro non dell’opposizione. A parte questo, ricordo che il legame di parentela non è aspetto trascurabile in una vicenda che tra atti smarriti, proprietà non bene definite ecc. ha del paradossale. Ma lei sa invece benissimo che ci sono aspetti regolamentari che rendono la parentela un fatto discriminatorio se non ostativo al fatto che lei possa deliberare in merito. Quindi saperlo è lecito, rispondere è un dovere, fare scenate stizzite è imbarazzante. Ecco signor sindaco, tutto questo e quanto nei punti precedenti è davvero molto triste, tristissimo, e siamo solo alla nuda cronaca di un solo e qualunque venerdì, senza riassunti delle puntate precedenti e senza certezze per il futuro. Altro che tristezza, viene il magone.

– In ultimo, sulle polemiche che hanno imperversato tra la parrocchia di S. Gaetano e suoi volontari che hanno avuto al colpa di votare a favore dell’istituzione del registro delle unioni civili pur facendo parte di una maggioranza che qualcuno, alcune dichiarazioni hanno contribuito parecchio a creare questa idea, riteneva dovesse essere principalmente devota al clero locale. Lei non ha trovato di meglio che dichiarare : “per ora si tratta solamente di un’atto di indirizzo che non entra nel merito della questione”. Non è così, lei lo sa bene. Certo si deve scrivere il regolamento, ma i principi, le pietre miliari di quello che si deve andare ad istituire stanno tutte lì, nel documento che lei ha votato. Si tratterebbe di avere rispetto anche per quegli esponenti della sua maggioranza che hanno avuto difficoltà personali non certo per un’atto di indirizzo. Loro ed il parroco lo hanno capito bene. Lei pure, credo. Allora si assuma il coraggio delle sue scelte altrimenti, mi perdoni, si rischia di gettare discredito, se non in burletta, l’intero consiglio comunale.

Infine leggo la lettera di PRC che accusa Finiguerra di essere attaccato alle poltrone per essersi dissociato dal movimento “Cambiare si può”. Questa dichiarazione è una contraddizione in termini, se fosse stato attaccato alle poltrone non avrebbe dato compimento coerente alle sue idee, sarebbe rimasto e avrebbe inseguito una probabile candidatura a tutti costi. Non l’ha mai fatto e ritengo che, se anche può essere legittimo il disaccordo, non lo è non portare rispetto per la coerenza e per le persone che la testimoniano nel loro impegno quotidiano. Magari ce ne fossero tanti, anche nei partiti di ogni colore, sarebbe un mondo migliore. L’affermazione conclusiva per cui la crociata contro Rifondazione è l’ultima cosa che gli è rimasta è semplicemente imbarazzante nella sua assurdità. Comunque voglio rincuorarvi : Finiguerra non è solo, insieme a lui lavora un consistente gruppo di persone convinte e coinvolte che non hanno alcun interesse personale ma solo quello per la loro città e l’Italia, per il bene comune, per la giustizia e l’equità sociale. Insieme a lui ci sono i voti di 4.000 elettori che hanno fatto di “Cambiamo Abbiategrasso” la prima forza politica della città. Fossi in voi, ogni volta che avete reflussi di acidità, vi inviterei a contarvi. Potrebbe bastare a capire chi è più solo ed a porsi qualche domanda. Se non avete paura delle risposte.

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