Il Catenaccio

catenaccio12/03/2013 : Storie ordinarie di un Consiglio comunale in quel di Abbiategrasso. Bocciodromo.
Ho rovistato nel bidone dell’indifferenziato per cercare un pò di voglia di confronto : nulla.
Ho frugato in quello della carta per vedere se qualche documento “introvabile” fosse per caso finito lì. Macchè.
Nulla, una serata consacrata al nulla. Una  serata eretta sull’altare della blindatura totale, del non ascolto, il catenaccio istituzionale, orecchie e bocche chiuse a doppia mandata. Così, insegnavano una volta, si portano a casa i risultati.
Peccato che il campo da football sia cosa assai diversa da un’assise pubblica, ma forse, per qualche oscuro accostamento sportivo, si è ritenuto che potesse funzionare.

Allora via con la tattica : catenaccio totale (“voteremo no a tutto”), niente giocate di fino (tutto questo nominare leggi e regolamenti, eh su andiamo, pensiamo al risultato  !) qualche sprazzo di contropiede (non vorremo mica dover rifare la convenzione. Quando mai). Alla fine si porta a casa la partita : 9 a 3.

Di 25 emendamenti presentati che avevano lo scopo almeno di migliorare una convenzione con la quale contiunuiamo ad essere in forte disaccordo, nessuno dei quali avrebbe stravolto nulla ma introdotto qualche piccolo principio di autotutela ed eliminato qualche dimenticanza abbastanza ridicola, non ne è passato uno solo.

Già, noi abbiamo questo bizzarro concetto della democrazia per cui non si è solo contro qualcosa ma si cerca di proporre. Una stranissima ideologia per la quale chiedere e rilevare irregolarità non significa gettare fango ed accusare nessuno di malaffare. Non sono bastati gli interventi in merito di due nostri consiglieri per eliminare il piagnisteo su accuse mai rivolte a nessuno.

Le discussioni le trovate sul nostro sito insieme alla registrazione del consiglio comunale. Io mi abbandono all’ironia giusto per timore, come detto da un consigliere di maggioranza “di lasciarmi andare” (contropiede e rientro rapido, che squadra !). Andate a leggerle, vi farete un’idea.

Qualcuno  fa la coda del pavone trotterellando per l’aia inventandosi una sconfitta delle coccinelle.

Triste, nemmeno meschino, solo triste chi pensa che qualcuno ieri abbia vinto. La città no di certo.

Non hanno perso le coccinelle, ha perso, come ha ben rilevato Marina Villa, un’opportunità importante. Bastava guardare le facce di tanti cittadini presenti per comprenderne l’assoluto smarrimento. Ma forse anche gli occhi non funzionavano benissimo, stagione di congiuntiviti, maledetta primavera.

Allora le slot machines esistenti rimangono (manco un documento, ci mancherebbe, solo un assordante silenzio/assenso). Altre se ne potranno installare ma “solo con il consenso del comune”. Allora perchè inserirle nella lista delle installazioni “possibili” ? Ma sono troppi i perchè senza risposta di questa serata. Ma non saranno mai abbastanza perchè noi rinunciamo a chiedere, a proporre , a dissentire ed anche ad approvare ed a solidarizzare . Perchè sappiamo distinguere e non abbiamo macchine del fango. Invece, è risaputo, spesso quando si fa catenaccio è utile anche bagnare per bene il campo, perchè evidentemente è bene difendere ma anche impedire di giocare.

Davide Zuini

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