Finiguerra in Vaticano: “Papa Francesco? Da lui le parole che i politici non dicono”

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Da Settegiorni, 11 novembre 2016 (clicca qui per l’articolo in PDF)

Il leader di Cambiamo Abbiategrasso Domenico Finiguerra ha preso parte sabato 5 novembre in Vaticano al terzo incontro mondiale dei Movimenti popolari nell’aula Paolo VI, alla presenza di papa Francesco. “Eravamo in tanti. Dal Forum per l’Acqua Pubblica, al Forum Salviamo il Paesaggio, agricoltori, militanti, delegazioni da 64 paesi – questo il commento a caldo dell’ex sindaco di Cassinetta affidato ai social network -. Tantissime le facce già incontrate in anni di cortei, di battaglie referendarie, di assemblee pubbliche. Alcuni, dentro e fuori, restano molto scettici”.

“Da ecologista – argomenta Finiguerra – non posso non apprezzare che l’enciclica Laudato Si’ parli di conversione ecologica della società, di battaglia comune per la salvaguardia del pianeta e per i diritti al lavoro, alla casa e alla salute. E non posso non apprezzare le parole che ho ascoltato oggi. Parole che gran parte dei dirigenti della politica non sa, non può o non vuole più pronunciare. Parole che io personalmente non mi sarei mai aspettato di sentire pronunciare con tanta enfasi e solennità da un Papa. Solennità ed enfasi che comunque impegnano i credenti a cercare e praticare la conversione, ecologica, per salvare il pianeta e per lottare contro le ingiustizie sociali”.

Il racconto di Finiguerra prosegue: “Era la prima volta che entravo in Vaticano, quindi non posso fare alcun paragone. So solo che nell’Aula Paolo VI c’era un concentrato di esperienze incredibile.  I movimenti popolari di tutto il mondo, ambientalisti e per la giustizia sociale. Testimonianze delle lotte per la terra, per la casa, per il lavoro, per la dignità. Ho sentito parole chiare, contro le privatizzazioni dell’acqua, contro l’accaparramento delle terre, contro lo strapotere delle multinazionali, contro l’arroganza del potere che sotto lo scarpone di poche decine di persone schiaccia centinaia di milioni di altre persone private dei mezzi di sussistenza e dei beni comuni, cacciate dalle loro case e provate dalla tirannia del denaro, come l’ha definita Bergoglio. E poi, i grandi esempi di Pepe Mujiica, di João Pedro Stedile, il portavoce boliviano di tutti i contadini del mondo, la portavoce del movimento mondiale per i diritto alla casa, i rappresentanti del popolo Kurdo, la memoria di Berta Cáceres. Alla fine dell’incontro sono arrivate le parole del Papa. Parole gravi, secche e sferzanti. Anche nei confronti della sua stessa chiesa. In spagnolo. ‘Non esiste popolo terrorista. Non esiste religione terrorista. Questo sistema è terrorista. La tirannia del denaro è terrorista’. ‘C’è corruzione nella politica, c’è corruzione nella finanza, c’è corruzione nelle organizzazioni sociali. E c’è corruzione nella Chiesa’. ‘E’ uno scandalo salvare la banche e non salvare i migranti, i rifugiati, questa è la vera bancarotta umana'”.

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